FRIULI VENEZIA GIULIA - Prezzi al rialzo a giugno per i beni che interessano le famiglie, con un +3% dell’inflazione nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso. E la fiducia dei consumatori cala, dai 97,4 punti dei valori pre-conflitto nel Golfo ai 92,4 punti di giugno, alle prese con la crescita dei costi per fare la spesa, raffrescarsi, pagare le bollette di luce e gas, tentare di concedersi qualche giorno di relax dopo le fatiche di un anno. Unica consolazione il costo al ribasso dei voli aerei. Lo certifica l’Osservatorio del Movimento difesa del cittadino Fvg che ha esaminato i dati del Report Istat del mese appena trascorso, concludendo: «Una stangata sul fronte dei prezzi che si sta abbattendo sulle famiglie – in appena quattro mesi sono “decollati” del 2% – che si traduce in un aggravio di spesa da +990 euro annui per la famiglia “tipo”, che sale a +1.350 euro per un nucleo con due figli».
I rincari È dettagliato l’elenco delle voci che stanno rincarando e anche di quelle che “frenano” ma sono in procinto di riprendere la corsa. L’elettricità, elenca Mdc, rincara infatti a giugno del +11,3% rispetto allo scorso anno, con conseguente batosta sull’uso di condizionatori, ventilatori e sistemi di raffrescamento in casa come rimedio al caldo estremo di questo focoso periodo estivo. L’aumento tra elettricità e gas è in media di 180 euro. Il gasolio costa il 21,5% in più su base annua, la benzina il 10,2% in più. I prezzi dei viaggi “tutto compreso” risultano in aumento del +3,4%, ristoranti e bar rincarano del +3,2% mentre i villaggi vacanza segnano a giugno un +3%; sul fronte dei trasporti, per i treni i rincari sono nell’ordine del +1,4%, +2% i pedaggi, +2,1% i parcheggi. Buone notizie solo dai voli aerei che, a seguito dell’indebolimento della domanda, hanno avuto una discesa del 10% su base annua e una riduzione del 9,2% sui voli internazionali. Di converso, gli aumenti dei prezzi fertilizzanti e a quelli del gasolio agricolo sommati all’ondata di caldo torrido delle ultime settimane, mette in luce Mdc, stanno iniziando a bruciare i raccolti nei campi e a far impennare i costi, i prezzi dei prodotti freschi stanno già subendo pesanti rincari e continueranno ad aumentare in modo esponenziale nelle prossime settimane. «Anche se il cosiddetto “carrello della spesa” frena formalmente a giugno (+1,6%), i prodotti ad alta frequenza d’acquisto restano a livelli d’allarme, con +4,1%», sottolinea l’analisi del Movimento. I pacchi A tutto ciò s’aggiunge l’altro fardello scattato dal 1° luglio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro sui prodotti acquistati online e provenienti da territori extra Ue. Nella visione di Mdc, si tratta di un onere che rischia di penalizzare soprattutto coloro che vivono in aree poco servite dal commercio di prossimità. «Dove c’è la desertificazione dei negozi – si sostiene – e bisogna comprare online, il conto degli acquisti salirà». Anche perché, entra nel dettaglio lo studio, il dazio da 3 euro non verrà applicato tour court al singolo pacco ma alla singola “voce” doganale dichiarata a cui dovrà essere sommata l’Iva al 22%, con un costo complessivo da 3,66 euro a pacco o ad articolo. «Significa che - esplicita Mdc - un’unica spedizione contenente diverse categorie di prodotti potrebbe essere assoggettata a più addebiti, con un aggravio finale ben superiore ai 3,66 euro inizialmente prospettati». A fronte di questa realtà, il segretario regionale di Mdc Fvg, Dino Durì, evidenzia come «la crisi in Medio Oriente continui a far sentire i suoi effetti sulla fiducia delle famiglie e l’arrivo dell’estate non ha prodotto un miglioramento delle aspettative». E il presidente, Raimondo Englaro, aggiunge: «Per evitare una grave contrazione dei consumi si rendono ineludibili interventi strutturali e controlli efficaci su beni e servizi di prima necessità come gli alimentari e le cure per la salute».








