VILLORBA (TREVISO) - «Non esistono parole capaci di raccontare il dolore che provo. Le lacrime sembrano non bastare più». Sono le parole di Giovanni Fecarotta per il fratello Francesco Fecarotta, morto a 37 anni assieme alla compagna Jessica Laface nel tragico incidente che sabato mattina, alle 8.25, ha spezzato due vite nel medesimo istante. La tragedia è avvenuta in via Argine Piave a Salgareda e non ha lasciato scampo ai due motociclisti: i soccorritori, arrivati subito dopo la chiamata di altri automobilisti, non hanno avuto nemmeno la possibilità di rianimarli. Troppo violento l'impatto della potente due ruote marca Bmw contro la Dacia Sandero guidata da un cinquantaseienne. Come i sanitari, anche lui non ha potuto far altro che constatare che due persone avevano appena perso la vita in strada dopo averlo urtato senza quasi frenare. Quella mattina i due avrebbero voluto andare al mare, dove Francesco - in qualche modo - si sentiva più vicino a casa. E, infatti, tra le promesse che il fratello fa a Francesco c'è quella di permettergli di riposare lì dove avrebbe voluto, in Sicilia.

La lettera «Stavolta me l'hai combinata grossa, molto grossa, e con il rammarico di non poterti rimproverare», scrive il giorno dopo. Francesco per lui non era soltanto un familiare, ma anche un socio. Con lui aveva avviato l'Apecannolo, la pasticceria ambulante con cui promuovevano la storia della loro regione in Veneto, anche per far fronte al cosiddetto "mal di Sicilia". «Sei stato il mio complice, la mia forza, la mia spalla nei momenti belli e in quelli difficili. Sei stato il mio fratellino, una parte di me che porterò nel cuore per sempre». Intorno alla famiglia si è stretta in queste ore una rete ampia di affetto, tessuta anche dai tanti siciliani che l'hanno conosciuto e gli hanno voluto bene: hanno saputo soltanto ieri sera della triste notizia. Alcuni di loro hanno preso un aereo questa mattina per raggiungere Giovanni e stargli accanto in questo triste momento. «Oggi sono davvero tante le persone che ti salutano con affetto», scrive ancora Giovanni, ringraziando chi ha voluto condividere un pensiero, un ricordo, un gesto. «Ognuna custodisce un sorriso, un momento vissuto insieme a te. Questo è il segno più bello dell'amore che hai saputo donare. Papà, mamma e Christian ti mandano tutto il loro amore. Si uniscono a loro la piccola principessa C. e C. che ti salutano con il cuore colmo di nostalgia, certi che il legame che vi unisce non verrà mai spezzato».La dedica Un passaggio è dedicato anche a Jessica, morta assieme a Francesco: sebbene stessero insieme da poco, Giovanni si era affezionato subito anche a lei. A rendere unita la coppia erano tante cose: la passione per le moto in comune, la volontà di comprare una casa assieme ma soprattutto il modo premuroso con cui lei si poneva nei confronti della figlia di 4 anni di Francesco. «Un pensiero speciale va a Jessica, che oggi si trova abbracciata a te. Per te era un'amica, una compagna di avventure e una persona speciale». Il messaggio si chiude con un saluto che è anche una promessa. «Ti ricorderò sempre con il tuo sorriso, perché è così che voglio continuare a vederti: felice, libero». E poi quell'impegno semplice e potente, che racchiude un mondo: «Farò di tutto per portarti al mare, "a me casa vicino ó mari" come dicevi tu». Nel dolore, resta la memoria. E un legame che, come scrive il fratello, "non verrà mai spezzato".