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Palazzetto gremito

Cessapalombo, 1 luglio 2026 – Il volo dei palloncini bianchi e le note di “Vita spericolata” di Vasco hanno accompagnato Michele Caporali – il 28enne di Cessapalombo che domenica ha perso la vita sulla provinciale 147, a Caldarola, per un incidente in moto - nell’ultimo saluto. Palazzetto pienissimo, l’abbraccio di un’intera comunità alla sua famiglia, un paese che si è fermato per rendere omaggio a un ragazzo che ha lasciato il segno e ha saputo farsi volere bene. Il funerale, questa mattina, è stato celebrato da don Oreste Campagna insieme ad altri quattro sacerdoti del territorio. Sul feretro, le maglie delle squadre con cui Michele aveva giocato a calcio, una targa e la maglia di lavoro. Fuori uno striscione con su scritto: “Il mondo è visto come una scuola e l’universo come un’università. Se un’anima non ha ancora appreso la lezione suprema della sua natura divina rinascerà per continuare il suo viaggio”. “Celebriamo la sua vita – ha esordito il parroco -. Michele era un ragazzo pieno di vita, aveva in sé un desiderio di pace, serenità e gioia”. E ha ricordato l’esperienza straordinaria del ragazzo in Vietnam, vacanza da cui era tornato la mattina dell’incidente. Aveva scalato la vetta più alta, il Fan Si Pan, che significa “roccia gigante instabile”. Come la vita, ha sottolineato don Oreste. Come il Calvario. “Gesù è venuto a prenderlo per portare con sé in una gioia piena, quella gioia che Michele qui, a tratti, ha assaporato. È al sicuro – ha aggiunto -, anche se noi questo vuoto ora lo viviamo tutto. La sua vita ha raggiunto la pienezza a 28 anni. Che Michele ci aiuti a riscoprire la via, una fede vera”. “Michele ha saputo cogliere la bellezza della vita, in un morso d’amore che ci ha afferrati e non ci lascerà mai”, ha ribadito don Marcello Squarcia. Tantissimi le dediche per il ragazzo. A partire da suo padre, Paolo, dipendente comunale in pensione da marzo: “Grazie per l’affetto e la vicinanza – ha detto in lacrime a nome della famiglia -. Oggi c’è chi ha chiuso l’attività, ha preso ferie e permessi per essere qui. E per noi è qualcosa di indescrivibile. Michele mi diceva che non aveva creato nulla e invece spero che, vedendovi tutti qui, prenda consapevolezza di ciò che ha creato. Un grazie immenso, come il suo cuore”. Tutti i presenti si sono alzati in piedi, in un lungo applauso. “Michele era il nostro ragazzo – è intervenuta il sindaco Giuseppina Feliciotti -. Ognuno di noi ricorda il suo sorriso, che regalava con naturalezza, le battute davanti al bar. Fai buon viaggio e veglia sulla tua famiglia”. La Palombese, società in cui Caporali giocava come attaccante, ha ricordato il suo ultimo goal. “La corsa a perdifiato, gli occhi che cercavano gli amici e tanta energia – ha spiegato il gruppo -. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E noi crediamo che tutta quella energia ora non sia svanita, ma trasformata e distribuita a tutti i tuoi cari”. Ha aggiunto Simone Innamorati: “Michele portava il sole anche nelle giornate più buie. E non era solo risate: era pronto a metterci testa e gambe. La sua morte fa riflettere a non dare tutto per scontato, a pensare a ciò che conta davvero. Il minimo che possiamo fare adesso è stare vicino alla famiglia oggi e nel tempo”. Anche la Pro Loco l’ha ricordato come un ragazzo che ha vissuto fino in fondo, “libero e autentico”. Un suo caro amico, Daniel Duca, ha affermato: “Senza di te sarà tutto diverso. Ricordo che una volta mi hai detto: “L’importante è quello che siamo, non quello che ci portiamo via”Per me sarai sempre un fratello. Ti prometto che ci prenderemo cura della tua famiglia, di tua nipote”. Don Leonard ha ricordato invece quando, al battesimo della nipote, Michele gli aveva detto: Con tutti i miei limiti, le mie debolezze e i miei peccati ti prometto che sarà un buon padrino e un buon figlio”. Lacrime e applausi. Alla fine i genitori e la sorella di Michele si sono stretti in un lungo abbraccio davanti a lui, durante la canzone di Vasco.