TRENTO. «Ricordare Sergio è ricordare momenti felici. Ce l'hanno detto in tanti in questi giorni e non posso che dirlo anch'io. Sergio era un grande figlio e un grande fratello. Anche se sono un po' arrabbiata con te: avevamo un patto tra noi, avresti scalato tutte le montagne che volevi, come il Bianco che avrebbe dovuto essere la prossima. Ma poi saresti sempre tornato».
Mamma Antonella ieri leggeva le parole con lo stesso ritmo incalzante con cui suo figlio, Sergio Martinelli, saliva lungo i sentieri, durante la cerimonia di addio nella sala del commiato del cimitero di via Giusti, ieri pomeriggio. Ne è uscito qualcosa di molto più di un saluto, di un ricordo, di un ritratto. Ne è uscito qualcosa che ha permesso a tutte e a tutti coloro che ieri si sono dati appuntamento per salutare il ventinovenne di Ravina, morto sul Gran Paradiso, e stringersi ai suoi casi di vedere Sergio muoversi, nelle parole della mamma.









