Via libera nella ginnastica, niente da fare invece nell'atletica leggera: la questione di russi e bielorussi nelle gare internazionali non è mai stata risolta dal Cio in maniera chiara in questi anni. E' stato dato troppo potere alle Federazioni internazionali, sin dai tempi di Thomas Bach, e ognuna si è comportata come ha ritenuto più opportuno. Suscitando discriminazioni, polemiche, contraddizioni. Ora è scoppiato un altro caso. "A Milano sta per iniziare un appuntamento della Coppa del Mondo di ginnastica ritmica in occasione della quale World Gymnastic ha deciso di rimuovere le restrizioni alla partecipazione degli atleti russi e bielorussi, consentendo loro di utilizzare maglia, bandiera e inno. Una decisione grave e incomprensibile" ha spiegato il Ministro Andrea Abodi.

Parla di decisione grave "visto che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina iniziata nel 2022, tra Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino trasgredendo le regole della 'Tregua Olimpica, prosegue con effetti drammatici sulla popolazione civile, come raccontano i tragici bilanci degli ennesimi, ripetuti e brutali attacchi dell'esercito russo ai quali sono stati sottoposti in questi giorni gli abitanti di Kiev e non solo". E poi ancora: "È dolorosamente evidente che permangano inalterate le ragioni politiche e valoriali che avevano reso necessaria una posizione ferma da parte del movimento sportivo internazionale. Nel rispetto dell'autonomia dell'ordinamento sportivo, resta ferma la contrarietà a ogni forma di normalizzazione della presenza russa e bielorussa nelle competizioni internazionali attraverso l'utilizzo di simboli, uniformi o denominazioni nazionali".