Un caos. La Federazione internazionale di ginnastica, dopo aver riammesso a pieno la Russia alle sue competizioni, ora è entrata in rotta di collisione con il Cio. La World Gymnastics ha citato il principio della parità di trattamento per spiegare la sua storica decisione, presa contro il parere del Comitato Olimpico Internazionale, che aveva chiesto il mantenimento della sospensione (ai russi). La World Gymnastics è stata la prima Federazione internazionale a dare il via libera alla Russia dopo che il Cio aveva fatto la stessa cosa con la Bielorussia, suscitando non poche polemiche.
La Russia comunque al momento rimane sotto esame per questioni come la mancanza di trasparenza riguardo ai suoi sistemi antidoping. Per ora però russi e bielorussi sono riammessi in tutte cinque le discipline: ginnastica artistica, ritmica, trampolino elastico, acrobatica e aerobica. Una vera svolta politica quella della ginnastica dopo che per quattro anni, dallo scoppio della guerra, gli atleti di Russia e Bielorussia avevano partecipato a tutte le competizioni internazionali, Olimpiadi comprese, solo come atleti neutrali, senza inno e bandiera.
Così aveva raccomandato il Cio alle Federazioni internazionali. E questo aveva creato non pochi problemi e comportamenti contraddittori. Da quando la Fig ha preso la sua decisione, ha ricevuto critiche da diverse Federazioni sportive internazionali. Ovviamente la Federazione russa di ginnastica, con il suo presidente, Oleg Belozerov, ha elogiato la decisione della Fig di "ripristinare pienamente i diritti degli atleti russi, restituendo loro l'opportunità di competere sotto la bandiera nazionale e con l'inno nazionale".













