Dolore e tanta rabbia contro gli Usa nella Grande Moschea dove sono iniziati, a Teheran, i funerali di Ali Khamenei. Una folla oceanica per l’ultimo saluto alla guida suprema dell’Iran, e una prova di potere del regime che giura «vendetta» e «morte all'America».
I responsabili dell'assassinio dell'ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei non sfuggiranno «alla punizione divina e alla giusta retribuzione», le parole dell'Ayatollah Naser Makarem Shirazi, che guida le preghiere funebri. Gli iraniani, ha aggiunto, non devono pensare che la guerra sia finita, perché la lotta contro il "fronte dell'arroganza" continua.
Nel corso delle cerimonie, che dureranno seri giorni, si stima saranno venti milioni le persone in arrivo a Teheran.
Oggi tre figli della defunta guida spirituale iraniana, Mostafa, Masoud e Meisam, hanno partecipato per la prima volta alla cerimonia di commiato, per pregare in onore del padre. E si è visto per la seconda volta in pubblico in pochi giorni anche il generale Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, che aveva assunto l'incarico dopo la morte del suo predecessore Mohammad Pakpour, ucciso negli attacchi israeliani-americani il primo giorno di guerra, e che non si era poi più mostrato anche per timore di agguati da parte degli Stati Uniti e Israele.











