La reazione del sistema immunitario e la confusione con le intolleranze

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"Le allergie alimentari sono diffuse e sottovalutate ma, diversamente dalle intolleranze, sono potenzialmente mortali e non dipendono dalla dose di allergene a cui si viene esposti. Chi ne soffre, deve avere con sé autoiniettori di adrenalina, che è il farmaco salvavita in questo caso, ed è importante che sappia utilizzarli. Questi dispositivi dovrebbero essere presenti nei luoghi pubblici". L'appello arriva da Mario Di Gioacchino, professore di allergologia all'Università di Chieti-Pescara. La speranza è che la notorietà dell'ultima vittima della sottovalutazione delle allergie alimentari, l'ex campione di scherma Aldo Montano, possa contribuire a sensibilizzare la comunità su questo fenomeno.Prima di tutto è opportuno sottolineare la differenza tra allergia e intolleranza. La prima è una risposta anomala del sistema immunitario verso proteine normalmente innocue contenute negli alimenti. La reazione può essere scatenata anche da quantità minime dell'alimento, compare rapidamente, spesso entro pochi minuti e raramente oltre le due ore e può evolvere fino all'anafilassi, una reazione potenzialmente mortale, anche se nella maggior parte dei casi intervengono anticorpi IgE che provocano il rilascio di istamina e di altri mediatori dell'infiammazione.L'intolleranza è invece una reazione avversa che non coinvolge il sistema immunitario e può essere provocata da deficit enzimatici, effetti farmacologici di alcune sostanze presenti negli alimenti e altri meccanismi talora poco chiari. In genere la comparsa dei sintomi è più lenta, la gravità è direttamente proporzionale alla quantità ingerita, i sintomi sono prevalentemente gastrointestinali e non c'è rischio di anafilassi.Le allergie alimentari più diffuse sono quelle nei confronti di frutta a guscio, arachidi, pesce, crostacei, molluschi, alcuni frutti freschi e sedano, mentre tra i bambini sono frequenti anche quelle al latte vaccino, all'uovo, alla frutta a guscio, al grano e alla soia. Le intolleranze più diffuse sono quella al lattosio (di gran lunga la più frequente), causata dalla ridotta produzione dell'enzima lattasi, necessario per digerire il lattosio, quella ai solfiti e all'istamina. Caso a parte quello della celachia, che è una malattia autoimmune provocata dal glutine in soggetti geneticamente predisposti.