Il ricovero per shock anafilattico dell’olimpionico di scherma Aldo Montano ha riacceso un faro su un’emergenza che spesso resta nascosta tra le pieghe della cronaca quotidiana: le allergie alimentari, potenzialmente mortali, sono diffuse e troppo spesso sottovalutate. “Chi ne soffre deve avere con sé autoiniettori di adrenalina, che è il farmaco salvavita in questo caso, ed è importante che sappia utilizzarli. Questi dispositivi dovrebbero essere presenti nei luoghi pubblici”, avverte Mario Di Gioacchino, professore di allergologia e past president della SIAAIC, rilanciando la necessità di una cultura del rischio e di strumenti concreti di prevenzione.
Il caso MontanoAldo Montano racconta su Instagram l’episodio vissuto dopo una cena in un ristorante romano: “Avevo avvisato”, scrive l’ex sciabolatore azzurro, che è allergico alla caseina. Nonostante l’attenzione riportata, Montano è stato colpito da uno shock anafilattico e ricoverato al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito. “Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo”, descrive l’atleta, ringraziando il personale sanitario per il rapido intervento.
Le dimensioni del problemaSecondo gli esperti citati dall’ANSA, in Italia si registrano “migliaia” di casi di anafilassi ogni anno: fortunatamente molti episodi vengono trattati in tempo, ma non tutti. Molte reazioni gravi non vengono diagnosticate perché il paziente arriva già in condizioni irreversibili in pronto soccorso. Solo alcuni casi, come quello del ragazzo di 16 anni morto a Casoria o della quindicenne Sofia, trovano spazio sui giornali; la maggior parte rimane invece sotto traccia.










