Ama viaggiare, conoscere culture diverse, ha conseguito il diploma alla scuola interpreti e traduttori, laureato allo Iulm di Milano e ha lavorato presso una grande azienda informatica. È stato anche campione italiano sia di baseball per ciechi che di blind tennis. E ha fondato la prima squadra di baseball costituita da giocatori non vedenti e ipovedenti su suolo americano. Tra le tante attività che svolge, fa anche lo speaker per le partite di baseball non vedenti al centro sportivo Kennedy di Milano. Si tratta di Matteo Briglia, nato a Milano nel ’68, cieco dalla nascita in seguito a fibroplasia retrolentale, in quanto prematuro e investito da troppa luce e troppo ossigeno in incubatrice con conseguente distacco di retina. Ilfattoquotidiano.it lo ha intervistato.

Briglia cosa le piace fare nella vita?

Sono da sempre appassionato di viaggi in Italia e nel mondo, mi incuriosisce molto approcciare a costumi e società multietniche, passione coltivata parallelamente soprattutto con quella per lo sport che osservo e pratico in tante differenti sfaccettature, vivendo componenti psicologiche, emotive, prestazionali.

Apprezza il baseball e il tennis, ha raggiunto da giocatore il massimo risultato possibile in Italia. Ci racconta questa sua passione sportiva?