Roma, 5 lug. (askanews) – La suspense maggiore l’ha creata il maltempo, con il rischio concreto che il discorso di Donald Trump per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti venisse annullato, ma alla fine la tempesta ha finito per fornire al presidente Usa un’altra variante narrativa sull’eccezionalismo americano. “Non c’è modo che, anche se dobbiamo parlare davanti a una sola persona alle quattro del mattino, io non possa essere qui – ha esordito Trump davanti a 150mila persone assiepate sotto il placo allestito al National Mall di Washington Dc, meno della metà di quella presente nel pomeriggio, prima che l’area venisse evacuata per il rischio tempesta -. Non c’era modo che potessimo essere dissuasi”, ha sottolineato Trump.
“Uno dei miei brillanti collaboratori – ha raccontato il presidente – mi aveva suggerito: ‘Non si preoccupi, signore, possiamo farlo magari la prossima settimana’. Io ho risposto: ‘La prossima settimana non va bene. Questo è il grande giorno’. Vogliamo il 4 luglio. Non vogliamo un’altra data, perché stasera ci riuniamo per una delle tappe” della storia ” più gioiose e gloriose di tutti i tempi. Il nostro 250° anniversario. Non c’è niente di simile nella storia. Per due secoli e mezzo, la nostra repubblica è stata il culmine della storia umana”, ha scandito Trump.












