Si muove l’assessore agli Enti Locali e parallelamente l’Mpa-Grande Sicilia di Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché. Si muovono anche la Lega e un pezzo di Forza Italia. Dopo due bocciature nei quattro anni trascorsi, sta maturando così il terzo tentativo di reintrodurre l’elezione diretta dei presidente delle ex Province (i Liberi Consorzi) e dei consiglieri.È stato l’Mpa a rompere gli indugi annunciando che «l’assessore Elisa Ingala ha avviato l’iter per il ripristino dell’elezione diretta». E che il piano prevede che il testo sia presentato in commissione all’Ars dal gruppo Mpa. Quasi un modo perché diventi una iniziativa parlamentare e non del governo: Schifani, in effetti, nulla ha detto pur essendo da sempre favorevole. La mossa ha trovato il consenso della Lega, che con Vincenzo Figuccia ha annunciato un disegno di legge simile: «Servono amministratori scelti dal popolo, dotati di pieni poteri e risorse adeguate». Ma il colpo di scena è che un pezzo di Forza Italia, quello che ruota intorno a Marco Falcone, ha annunciato il sostegno a questa legge che formalmente è una deroga alla road map di Schifani per arrivare a fine legislatura: «Il consiglio della Città metropolitana di Catania - ha detto Falcone - ha già approvato il ripristino dell'elezione diretta nello Statuto. Confido che il centrodestra siciliano abbia il coraggio di sostenere questa riforma, seguendo l'esempio del Friuli che ha già ripristinato il voto diretto».