Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Anthony Barbagallo è pronto a convocare il tavolo del centrosinistra per proporre agli alleati di fissare le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Una mossa che ha l’obiettivo di scuotere il campo largo e parlare, però, anche al fronte interno al Pd che di nuovo è tornato però a chiederne le dimissioni da segretario del partito.
Di fronte alle spaccature del centrodestra, il centrosinistra prova un’accelerazione. Malgrado la netta vittoria alle Amministrative non abbia permesso di superare le divisioni, soprattutto quelle dentro i partiti.
Barbagallo nel week end ha riunito la direzione del partito, che con 104 voti ha a sua volta approvato la relazione che mette ufficialmente sul tavolo le primarie: «Sarà questo il modello che sottoporremo ai nostri alleati nei prossimi incontri e confronti», ha detto il segretario, che anche ieri ha sentito telefonicamente gli alleati. Il primo a raccogliere l’invito è stato Fabio Giambrone, leader siciliano di Avs: «In presenza di varie disponibilità, la scelta non può che passare dalle primarie».
Il riferimento di Giambrone è al fatto che proprio nel week end Ismaele La Vardera ha confermato di non avere alcuna intenzione di rinunciare alla propria candidatura, lanciata a gennaio ben prima che il campo largo prendesse forma. E ieri però La Vardera ha detto (a modo suo) di essere disponibile a confrontarsi alle primarie: «A condizione che siano primarie in cui non vanno a votare pure i morti, ci sarò». Riferimento alle contestatissime primarie per la segreteria regionale del Pd. La Vardera chiederà al campo largo di riunirsi ad Agrigento per trovare linea comune per le regionali.








