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A tre giorni dall’apertura del tavolo dei leader del centrosinistra, lunedì pomeriggio, le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione non sono più un mantra. È il primo effetto della candidatura di Nuccio Di Paola, coordinatore dei 5 Stelle, che ha rotto gli indugi dicendosi pronto a guidare il campo largo evitando i gazebo e facendosi garante di un patto con gli alleati sul programma.Non è ancora una investitura, ma commentando la proposta che Di Paola ha affidato al Giornale di Sicilia i segretari di partito hanno iniziato a svelare la vera strategia elettorale. E così all’apertura arrivata da Pd e Avs su una intesa che permetta di rinunciare ai gazebo corrisponde il no secco di La Vardera al patto, propostogli da Di Paola, per un suo passo indietro nella corsa a Palazzo d’Orleans in cambio di un sostegno pieno del centrosinistra alla sua candidatura a sindaco di Palermo.
È iniziata così una partita a scacchi all’interno del campo largo. Anthony Barbagallo, segretario del Pd, non si è impuntato sulle primarie malgrado la direzione regionale del partito le avesse deliberate appena due settimane fa: «Se dovessero emergere nomi così autorevoli e che maturino una grande condivisione all’interno della coalizione, potrei valutare di sottoporre alla direzione una deroga alle primarie. A condizione che il nome sia condiviso da tutto il gruppo dirigente del partito».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.










