Ismaele La Vardera rompe il silenzio ma non scioglie il nodo della propria candidatura. Al centro dei retroscena della politica siciliana da diversi giorni, il leader di “Controcorrente” evita di alimentare il toto-nomi e rilancia invece l’azione sul territorio con una nuova mobilitazione: la battaglia per l’acqua pubblica.
In una dichiarazione senza giri di parole, La Vardera ha manifestato il suo disappunto per un confronto politico incentrato su presunti passi indietro in cambio della candidatura a sindaco di Palermo, seggi blindati alla Camera o perfino incarichi di governo a Roma.
“Se qualcuno pensa di prendermi per ‘la gola’ non ha capito che il sogno che stiamo creando non lo puoi fermare alzando ‘il prezzo’ o la ‘posta’”, ha affermato, ribadendo di non essere interessato a carriere personali e stigmatizzando con forza i metodi di “spartizione” politica. Accettare simili compromessi, ha aggiunto, equivarrebbe a tradire la propria comunità, che sarebbe legittimata a “sputargli in faccia” per accordi al rialzo per lui ma al ribasso per la Sicilia.
La Vardera sposta l’attenzione sulle questioni sostanziali: sanità, fuga dei cervelli, infrastrutture e, soprattutto, gestione delle risorse idriche.












