«Nessun passo indietro, resto candidato presidente. Non mi faccio cuocere a fuoco lento. Sono l’unico candidato che può far vincere il centrosinistra. Certo se si candida uno che ha il profilo di Nino Di Matteo, possiamo discutere, ma i nomi che sono usciti finora, sono rispettabilissimi, ma buoni solo per far vincere uno come Giorgio Mulè».Lo ha detto il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, presentando il suo gruppo all’Ars con gli ex M5s Carlo Gilistro e Jose Marano, designata capogruppo, e Alessandro De Leo, ex Misto, eletto con il centrodestra. «Non è vero che eravamo assenti al vertice del Campo largo, c'erano i nostri coordinatori, ma in quella sede - ha aggiunto - non si è parlato della questione principale: quale candidato presidente? La sensazione è che si voglia perdere tempo, che si vogliano mettere ostacoli a uno come me che viene considerato non controllabile, nè gestibile... Io non voglio farmi controllare o gestire, sono pronto insieme agli alleati, dentro quel campo largo, a fare la stessa battaglia per cambiare la Sicilia, ma non mi farò dilaniare». Da qui la proposta: «Convochiamoci, riuniamoci tre giorni e usciamo con una proposta unitaria sulla presidenza». Un «vertice pop», lo chiama l’ex Iena, e «non triste, in un contesto triste, come quello che si è svolto. Non voglio essere considerato un avversario, siamo sulla stessa barricata, ma se vogliono tenermi fuori, andrò avanti». E le primarie? «Non ne ho paura. Se si facessero aperte, le vincerei a mani basse, ma come ha dimostrato la vicenda di Caterina Chinnici, non servono, non aiutano, non ci fanno vincere».