Il tema è l’acqua.

Ma il retrogusto (non del liquido, che in provincia di Agrigento è poco e utilizzabile al più per lavarsi) è quello di un anticipo di campagna elettorale per le Regionali 2027 dentro il già zoppicante “Campo largo”.

Ismaele La Vardera sceglie la “sua” Agrigento per la prima occasione pubblica del nuovo gruppo parlamentare di Controcorrente, e giunge nella “città dei Templi” con i parlamentari Carlo Gilistro, Jose Marano e Alessandro De Leo per presenziare a uno degli oltre 80 punti di raccolta firme per la petizione sostenuta in queste settimane contro quello che sembra divenuto, da destra a sinistra, il nemico pubblico numero 1: la società di sovrambito idrico Siciliacque.

La petizione, indirizzata al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, gli chiede di esercitare la facoltà di revoca dell'affidamento in gestione alla società (che è in parte pubblica) dei servizi e di tutte le opere idriche di captazione, accumulo, potabilizzazione ed adduzione in Sicilia, come previsto dall'articolo 30 della Convenzione in essere tra la Regione Siciliana e Siciliacque Spa.

Una “scappatoia” pensata nel contratto di consegna dell’acqua siciliana al sovrambito che consente appunto al pubblico di revocare, per sopravvenute gravi ragioni di interesse pubblico, l'affidamento in gestione. “Gravi ragioni” che sussisterebbero, secondo La Vardera, a causa dei disservizi che Siciliacque avrebbe provocato a “centinaia di migliaia di cittadini”.