HomeRiminiCronacaLo scisma tra i lefebvriani riminesi: "Grave atto di sfida a Papa Leone. La loro dottrina è contro la Chiesa"Don Carandino, uno dei dissidenti: "Ho lasciato la Fraternità San Pio X per le sue posizioni radicali. In città sempre più fedeli seguono il nostro movimento, siamo tradizionalisti ma rispettiamo il Pontefice". .Don Carandino, uno dei dissidenti: "Ho lasciato la Fraternità San Pio X per le sue posizioni radicali. In città sempre più fedeli seguono il nostro movimento, siamo tradizionalisti ma rispettiamo il Pontefice". .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer don Davide Pagliarani, il riminese a capo della comunità lefebvriana, "la scomunica del Papa è ingiusta e invalida". E confida che "un giorno Leone XIV o un suo successore" possano capire che "non siamo un coacervo di serpenti e di scorpioni, ma solo un piccolo esercito di figli leali". Mentre la Fraternità San Pio X medita le prossime mosse dopo la scomunica del Vaticano, arrivata dopo che i lefebvriani hanno ordinato 4 nuovi vescovi a Ecõne in Svizzera, da Rimini si leva la condanna ferma contro il loro nuovo atto di sfida alla Chiesa. Non dal vescovo Nicolò Anselmi ("ci ha pensato già il Vaticano"), ma da don Ugo Carandino. Che è un lefebvriano pentito. Uno dei dissidenti che ha lasciato "i confratelli della Fraternità San Pio X perché ero in totale disaccordo con la loro dottrina". Proprio ieri don Carandino ha festeggiato con un gruppo di fedeli riminesi i 25 anni dallo scisma nello scisma. Fanno parte dell’Istituto Mater Boni Consilii, movimento di cattolici tradizionalisti nato da una costola dei lefebvriani. "Siamo pochi ma molti devoti – assicura don Ugo – A Rimini dal 2001 ci riuniamo per pregare e celebrare messa presso l’Oratorio di San Gregorio Magno che si trova in pieno centro (via dei Molini, nel rione Montecavallo) e a San Martino dei mulini a Santarcangelo, dove vivo".