Città del Vaticano, 1 lug. (askanews e testo redazione online) – Con la messa di consacrazione dei nuovi quattro vescovi che si è tenuta a Econe in Svizzera, si è sancito di fatto, lo scisma dalla Chiesa cattolica romana da parte dei lefebvriani, i seguaci della Fraternità San Pio X. Secondo il diritto canonico, infatti, la consacrazione episcopale senza mandato pontificio comporta la scomunica automatica dei partecipanti e determina una situazione di scisma.
I lefebvriani hanno ignorato l’appello del Papa
I lefebvriani hanno ignorato l’appello del Papa a sospendere la cerimonia: Leone XIV aveva chiesto agli aderenti alla fraternità di desistere da un atto “grave” e di non “lacerare” la Chiesa. Anche se manca l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae, lo scisma di fatto si è consumato.
Alla celebrazione presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, coadiuvato da monsignor Bernard Fellay erano presenti oltre mille sacerdoti, religiosi e religiose, insieme ad altri 15 mila laici, la funzione è stata trasmessa in diretta social e tradotta in sei lingue, per dare il massimo clamore all’iniziativa.
Per i lefebvriani, oggi è “una giornata storica e una festa. Per la Chiesa universale, invece, è un giorno in cui si rinnova una ferita. Quella della divisione”. Scrive il sito Vatican news.











