HomeReggio EmiliaCronacaCapacità cognitive: il nodo. La valutazione del giudice: "Non ci sono elementi per dire se fosse lucido"Arrestato poche ore dopo il delitto, Andrea Pellati (43 anni) ora è in carcere. È affetto da schizofrenia, che però risulta "essere stata curata adeguatamente". .Un fotogramma del video che riprende Pellati (di spalle in t-shirt bianca) mentre si avvicina a Stipa per poi aggredirloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAndrea Pellati, indagato per l’omicidio di Raffaele Stipa, era capace di intendere e di volere al momento del delitto? Secondo il giudice Francesco Panchieri, che giovedì ha convalidato l’arresto e disposto per il 43enne la custodia cautelare in carcere, non ci sono elementi sufficienti per stabilirlo. Per dirlo con le parole della stessa ordinanza, "gli elementi forniti dal pubblico ministero non permettono, al momento, di configurare un’effettiva condizione di incapacità di intendere e di volere dell’indagato al momento del fatto" si legge.
Il documento, tra l’altro, ripercorre l’intero percorso clinico di Pellati, iniziato già nel 2011. Dopo un Tso a Roma in seguito a un "episodio schizofrenico acuto", Pellati viene traferito in ospedale a Reggio. La sua mente, cita l’ordinanza che riporta la relazione del Csm, vede "un mondo infernale e diabolico, debordante di perversione e cattiveria, da cui cercare di difendersi". Un altro "grave scompenso" si verifica nel 2012, con seguente fuga di Pellati a Tokyo, in Giappone. Qui attraversa un’altra "esperienza psicotica" e viene riportato in ospedale a Reggio. Dopo un periodo di "ritiro sociale e appiattimento affettivo", fino al 2020 Pellati pare acquisire più consapevolezza, assumendo regolarmente i farmaci prescritti. Poi però, il baratro: "autosospensione della terapia neurolettica", si legge, e di nuovo si presentano i sintomi "a carattere persecutorio con tinte megalomaniche". Viene ricoverato altre due volte, in ospedale a Correggio e alla casa di cura Villa Igea di Modena. Pur avendo continuato a farsi seguire sia dal Csm che dal regime libero-professionale, dal 2 aprile scorso Pellati - per sua decisione come legittimo - ha scelto di affidarsi solo al privato.








