ROVIGO - Sono quasi 70mila i pensionati della provincia di Rovigo e percepiscono, in media, l'assegno più basso di tutto il Veneto. È questo il dato che emerge dall'analisi dello Spi Cgil Veneto sulle dichiarazioni dei redditi 2025, riferite all'anno d'imposta 2024, che fotografa una realtà particolarmente delicata per il Polesine. Se a livello regionale la pensione media lorda mensile si attesta a 1.701 euro, nel Rodigino ci si ferma a 1.629 euro, oltre 120 euro in meno rispetto alla provincia di Vicenza, che guida la classifica con 1.754 euro, e ben al di sotto anche di Venezia (1.750), Treviso (1.702), Padova (1.700), Belluno (1.695) e Verona (1.676).
I numeri Numeri che raccontano un territorio dove gli assegni previdenziali hanno un peso determinante sull'economia locale. In provincia i contribuenti sono 182.460, mentre i pensionati sono 69.515. Significa che il 38,1% dei contribuenti polesani è costituito da pensionati, la percentuale più alta del Veneto. Un dato che supera nettamente la media regionale del 33,7% e che evidenzia l'invecchiamento della popolazione e il forte peso della componente anziana nel tessuto sociale ed economico del territorio. L'importo medio dichiarato dai pensionati polesani è pari a 19.545 euro lordi l'anno, cioè circa 1.629 euro lordi al mese. Tolte imposte e trattenute, il netto è inevitabilmente molto più contenuto e, secondo il sindacato, spesso insufficiente a sostenere l'aumento del costo della vita, tra bollette, alimentazione, spese sanitarie e assistenza.L’analisi L'analisi comunale conferma inoltre come anche all'interno della provincia esistano situazioni particolarmente critiche. Fra i casi evidenziati dallo studio compare Villanova Marchesana, dove la pensione media lorda mensile è di appena 1.360 euro, una delle più basse dell'intero Veneto. Un dato che testimonia come le difficoltà siano ancora più marcate nei piccoli centri, dove spesso gli assegni previdenziali rappresentano la principale fonte di reddito. A rendere ancora più delicato il quadro c'è anche la fotografia delle pensioni maturate nel settore privato. Secondo i dati Inps elaborati dallo Spi,in Polesine il 51% delle pensioni private è inferiore ai mille euro mensili. È la percentuale più elevata del Veneto e descrive una realtà nella quale oltre un assegno su due non raggiunge una soglia considerata sufficiente per affrontare serenamente le spese quotidiane. Per il segretario regionale dello Spi Cgil, Alessandro Chiavelli, il problema è destinato ad aggravarsi se non verranno adottate misure strutturali. «Una pensione che qualche anno fa consentiva, pur con difficoltà, di arrivare a fine mese oggi non basta più. L'inflazione ha eroso il potere d'acquisto e gli anziani sono tra le categorie che pagano il prezzo più alto, soprattutto quando devono sostenere spese sanitarie o assistenziali».









