ROVIGO - Una provincia che continua a fare i conti con il progressivo calo demografico e con una popolazione sempre più anziana, due fenomeni parzialmente attenuati dall'apporto di cittadini stranieri. È questo il quadro del Polesine che emerge dai dati Istat rilevati nel Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2024, numeri che dunque fotografano la situazione di quell'anno, attesa di quelli - a fine anno - del prossimo censimento, i cui dati sono in fase di elaborazione e validazione.

I DATI I dati del Censimento permanente Istat 2024 confermano una tendenza ormai consolidata: la provincia di Rovigo perde residenti, registra sempre meno nascite e vede crescere la quota di popolazione anziana. Al 31 dicembre 2024 i residenti nella provincia di Rovigo erano 227.134, contro i 227.448 dell'anno precedente. Nella struttura per genere prevalgono complessivamente le femmine, mentre se si considera la quota di popolazione straniera prevale la componente maschile. Il saldo finale è negativo di 314 abitanti, pari a una diminuzione dello 0,1 per cento.Un dato che colloca Rovigo tra le province venete in maggiore difficoltà sul piano demografico insieme a Venezia. A incidere maggiormente è il saldo naturale, cioè la differenza tra nascite e decessi. Nel 2024 in provincia si sono registrati 1.806 morti in più rispetto ai nuovi nati. Il tasso di natalità del Polesine è del 4,9 per mille, il valore più basso dell'intero Veneto, mentre resta parallelamente elevato il tasso di mortalità, pari al 12,8 per mille. Il tasso di mortalità più alto nell'anno considerato ha interessato Ficarolo, che ha registrato il 32 per cento. Sull'altro versante, quello dei nuovi nati, il tasso di natalità più alto è stato registrato a San Bellino, che col 9,5 per cento si mantiene al primo posto per i nuovi piccoli residenti come nell'anno precedente. L'INVECCHIAMENTO Il quadro demografico conferma inoltre l'invecchiamento della popolazione polesana. Il Polesine è la provincia più anziana della regione con un'età media di 49,6 anni e un indice di vecchiaia pari a 285 anziani ogni 100 giovani sotto i 15 anni. L'indice di vecchiaia, che misura il grado di invecchiamento di una popolazione, rappresenta infatti il rapporto percentuale tra la popolazione in età senile (65 anni e oltre) e quella in età giovanile (0-14 anni). Il record polesano in quest'ambito nel 2024 è di Frassinelle Polesine, con un indice di vecchiaia pari a 391, mentre Pontecchio è il comune più "giovane" con un indice di 169. Numeri che, come sempre è avvenuto negli ultimi anni, raccontano una popolazione sempre più sbilanciata verso le fasce d'età avanzate.Se il saldo naturale è negativo, il calo dei residenti è stato parzialmente contenuto per via dei movimenti migratori. Il saldo migratorio interno, relativo ai cambi di residenza tra comuni diversi nel territorio nazionale, è positivo per 340 unità. Guardando alle percentuali dei singoli comuni, il tasso migratorio interno più basso è stato registrato a Bosaro, che segna il -22,8 per cento, mentre il più alto è quello di Papozze col 27,1 per cento. Il censimento Istat evidenzia inoltre come la provincia di Rovigo continui a essere una delle aree venete più attrattive per i movimenti dall'estero. TASSO MIGRATORIO Il tasso migratorio estero è infatti pari al 5 per mille, superiore alla media regionale del 3,7. Questo tasso, relativo alle persone che migrate verso l'estero o arrivate da paesi esteri nel corso del 2024, presenta situazioni molto diverse tra i singoli comuni polesani. Il più alto è quello di Villanova Marchesana, pari al 23,4 per cento, mentre il più basso è quello di Porto Tolle, che col -0,2 per cento è l'unico ad avere segno negativo. Nella classifica dei comuni con un tasso migratorio estero molto basso per il 2024 ci sono poi Fratta Polesine, in cui è pari letteralmente allo 0 per cento, Pontecchio, Papozze e Pincara sempre con valori inferiori all'unità.