SIENA. Andrea Degortes, per il resto del mondo semplicemente Aceto, come sta?«Ho staccato il telefono, non voglio parlare di Palio oggi. Sono nervoso, mi sento così». È nervoso perché sente il fiato di Tittia sul collo? Con l’Aquila ha vinto il suo dodicesimo Palio, ha solo 41 anni, la metà dei suoi 82, e gli mancano due vittorie in Piazza del Campo per battere il suo record e spodestarla dal trono.«Prima di tutto gliene mancano tre di vittorie, non due. Io ho vinto 14 volte arrivando primo al bandierino restando a cavallo. Il Palio dell’agosto 2019 lo ha vinto il cavallo scosso, Remorex, per la Selva, Tittia lo ha visto vincere seduto nei palchi perché era cascato al primo giro». Per le statistiche, resta una sua vittoria, però. 12 vittorie su 42 Palii corsi, lei è fermo a 14 su 58.«E allora aggiungo che nella mia vita cambierebbe nulla se lui battesse il mio record. Io resto Aceto, il re del Palio, lui resterà Tittia anche se ne vincerà 50 di Palii. Quello che mi fa arrabbiare è che nessuno guarda a come vince Tittia. Lo aiutano tutti a farlo, dal mossiere ai capitani, dagli altri fantini a chi visita i cavalli e sceglie o scarta quelli che vuole lui. Basta guardare la mossa del Palio di venerdì, l’ha data lui che era tra i canapi, non l’Onda che era di rincorsa».