«Per riaprire dobbiamo sostenere subito lavori legati alle norme di sicurezza, interventi tecnici, pratiche amministrative, consulenze, certificazioni necessari al dissequestro dello spazio. Ma dobbiamo anche riuscire a tenere in piedi l’Angelo Mai mentre è chiuso». Gli attivisti e le attiviste dello spazio culturale romano spiegano così la necessità di lanciare una raccolta fondi, che arriva dopo i sigilli posti dalla questura all’alba della scorsa domenica.
Mentre scriviamo la campagna Sostieni la riapertura dell’Angelo Mai, sulla piattaforma Gofoundme, ha raccolto circa 17mila euro, l’obiettivo è fissato a 45mila. Prosegue la lettera degli attivisti: Se lo spazio non esegue con velocità lavori di adeguamento non può riaprire. Senza serate e senza poter portare avanti la programmazione artistica e culturale, non possiamo generare le risorse necessarie per pagare le rate dell’arretrato, l’affitto e le spese vive che continuano a gravare su di noi anche a porte chiuse. (…) Dopo ventidue anni di attività, tre sgomberi, attacchi, criminalizzazione e continui tentativi di chiusura, l’Angelo Mai continua a essere uno spazio vivo, indipendente, nutrimento della scena contemporanea e della ricerca artistica». Si può donare e aderire alla campagna all’indirizzo www.gofundme.com/f/sostieni-la-riapertura-dellangelo-mai








