Tra un improvviso calo dei prezzi e un aumento eccezionale ancora più sorprendente pochi giorni dopo, un palestinese di Gaza vive una battaglia quotidiana non meno dura della perdita dei propri cari e della casa distrutta dalle bombe israeliane. La fluttuazione dei prezzi è diventata una delle maggiori sfide che minacciano la possibilità di mangiare e di aiutare a sfamare la propria famiglia ogni giorno. Trovare un lavoro, qualsiasi lavoro, anche mal retribuito, può fare la differenza tra una vita al limite della sopravvivenza in un campo di tende e la possibilità di affittare una stanza con un tetto in uno degli edifici rimasti in piedi. Ma in una Gaza rasa al suolo in gran parte dai raid aerei è possibile cercare un lavoro e, soprattutto, trovarlo?

Walid Abu Hijazi, insegnante di matematica di Gaza City, in queste ultime settimane, e fino a qualche giorno fa, ha tenuto lezioni private a studenti impegnati nel Tawjihi, l’esame di maturità. «I ragazzi hanno bisogno di aiuto perché l’istruzione a Gaza è ferma da tre anni, le scuole sono state distrutte o ospitano gli sfollati e gli studenti hanno rare possibilità di apprendimento», ci racconta in una testimonianza raccolta per il manifesto da un giornalista di Gaza. «Ma ho guadagnato ben poco», aggiunge. «Le famiglie non hanno soldi, sono in miseria totale. Le capisco, anch’io sono uno sfollato e vivo in una tenda».