Nella scatola adibita a dispensa è rimasto un barattolo di lenticchie, una busta di Nescafé e riso buono per due piatti. Ieri, Salma, suo marito Ayan e i tre figli hanno mangiato solo a pranzo. Il bambino più piccolo che si chiama Muhammad ha pianto tutto il pomeriggio per la fame. Ha pianto così tanto che alla fine si è addormentato in un angolo della tenda che da tre mesi è diventata casa. «Qualche volta riusciamo a fare uno snack serale, ma in questi giorni è durissima», racconta la donna che con i cento shekel che ha in tasca questa mattina proverà ad andare tra le bancarelle sul lungomare di Al-Mawasi, il gigantesco campo profughi di Gaza.
Al mercato nero di Gaza: un chilo di farina costa 25 euro, un pannolino cinque. Un commerciante: «Pago tangenti per facilitare l'ingresso della merce»
Nella Striscia molte persone non riescono a fare più di un pasto al giorno, chi non va nei centri di distribuzione si rivolge al black market dove i prezzi sono aumentati anche di dieci volte











