Leone XIV si reca, per la seconda volta in un mese, sulla frontiera tra i migranti e l’Europa, a Lampedusa dopo la visita alle Canarie. Frontiera invisibile, sul mare, segnata da tanti dolori e morti.Da dove viene la costante cura della Chiesa per i migranti? È stata spiegata con il «radicalismo» di papa Francesco, che, a inizio pontificato, gridò da Lampedusa: «In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza». Denunciava un mondo globale, in cui circolazioni di merci sono favorite, ma si alzano muri per migranti e rifugiati.Questa politica s’impone, seppure la crisi demografica evidenzia la necessità di vari Paesi europei di nuovi lavoratori. Tale politica esprime una paura, spesso alimentata ad arte: il nostro mondo non rischia l’invasione o la sostituzione etnica? Diceva Primo Levi: «A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi…». Lo scriveva in Se questo è un uomo, testimoniando i tragici effetti di tale convinzione.La Chiesa non tradisce il «mondo cristiano» scegliendo i migranti? Non teme sia travolto da tanti nuovi arrivati, magari di altra religione?
Perché la Chiesa difende i migranti
Tra frontiere e umanità. Da Pio XII a Leone XIV: le radici storiche della vicinanza alla persone che si spostano










