Pavia. È allarme acqua, con un deficit del 36,5% delle riserve idriche a livello regionale e il completo esaurimento delle riserve di neve. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po ha rilevato una severità idrica media e durante il tavolo regionale, svoltosi a Palazzo Lombardia, sono state concordate azioni che consentiranno di sostenere l’irrigazione fino alla seconda settimana di luglio, per salvare almeno il primo raccolto. I dati indicano che si è lontani dai livelli del 2022 quando il deficit raggiungeva quota 61%, ma la situazione è comunque fortemente critica. Fiumi a secco Il Ticino fa registrare meno 40,6% di riserve idriche rispetto alla media del periodo (meno 59% nel 2022), l’Adda, corso d’acqua fondamentale per l’irrigazione delle campagne del Basso pavese, è a meno 41,7%. E poi ci sono il Brembo -42%, il Serio -31%, l’Oglio -42%. Anche i livelli dei laghi mostrano una progressiva diminuzione, aggravata dalle elevate temperature estive che comportano un’ulteriore perdita stimata fino a circa un centimetro al giorno. I dati di Arpa mostrano che attualmente la riserva idrica regionale è pari a 1,25 miliardi di m3, meno 36% rispetto alla media del periodo 2006-2025 e, di fatto, mancano all’appello circa 700 milioni di acqua. Nei sottobacini Ticino, Adda e Oglio, verrà garantita l’erogazione di acqua all’80% fino al 10-12 luglio. «La situazione è oggettivamente critica, anche se non come nel 2022 - spiegano gli assessori regionali alle Risorse idriche, Massimo Sertori, e all’Agricoltura, Alessandro Beduschi -. L’aumento delle temperature ha causato il completo esaurimento delle riserve nivali e le elevate erogazioni dai laghi nei fiumi, necessarie per sostenere l’irrigazione, hanno determinato il rapido abbassamento dei livelli idrometrici degli stessi laghi». Gli assessori ricordano che la collaborazione con i gestori dei grandi laghi e degli invasi consente oggi di mettere in sicurezza il primo raccolto. Ma resta la forte preoccupazione delle associazioni agricole che ieri hanno anche partecipato al tavolo provinciale, alla presenza, oltre che della Provincia, dei Consorzi Est Sesia e Villoresi, dell’Autorità di bacino e di Pavia Acque. Si prospetta un periodo di grandi difficoltà soprattutto per il mondo agricolo, se la situazione non cambierà. Agricoltura in ansia «I dati confermano una contrazione significativa delle portate fluviali. Attualmente si stimano circa 483 milioni di metri cubi di acqua stoccata, un volume che consente una gestione controllata, ma in condizioni di forte pressione e con margini di sicurezza sempre più ridotti, con la prospettiva di ulteriori riduzioni - spiega Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia -. Particolarmente delicata resta la situazione della Lomellina per il rischio di squilibri territoriali nella distribuzione della risorsa idrica». Le aziende agricole, soprattutto le più grandi, sono corse ai ripari dopo la grande siccità di quattro anni fa. Ma la preoccupazione resta e forte anche. «Oggi in Italia circa un’azienda agricola su dieci ha già avviato investimenti in sistemi di irrigazione digitale e di precisione per ottimizzare le risorse perché la questione acqua è sempre più centrale - spiega Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti -. In un momento in cui cresce l’allerta nelle campagne lombarde è positivo l’accordo che prevede il rilascio nel lago di Como di 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per i prossimi 15 giorni». Il direttore di Confagricoltura Alberto Lasagna parla di «situazione molto complicata». E spiega: «C’è molta preoccupazione. Temiamo che tra una settimana il lago si svuoti per assenza di riserve di neve. Regione Lombardia ha annunciato deroghe al deflusso minimo vitale e al deflusso ecologico per rilasciare meno acqua nei fiumi e derivare il più possibile. Il Po si sta lentamente riprendendo, primo segnale di una restituzione dalla falda risicola».
Siccità, è allarme acqua nei fiumi: «Raccolti nei campi a rischio»
L’assessore regionale Beduschi: «Le riserve di neve sono esaurite e il livello dei laghi è in diminuzione»














