ROVIGO - Il Po registra un meno 39 per cento nella portata d’acqua a Pontelagoscuro, l’Adige un meno 22 a Boara Pisani. I dati dell’Arpav su novembre elaborati dall’Associazione bonifiche in Veneto mostrano un quadro preoccupante dei fiumi e a impensierire ancor più è il fatto che in montagna la neve scarseggi, vale a dire che le riserve di acqua per l’estate prossima sono troppo poche.

«Dopo un’estate piovosa, l’anno idrologico, periodo che va da ottobre e settembre dell’anno successivo, è iniziato con il forte segno negativo: meno 37 per cento di piogge a ottobre e a novembre», sottolinea l’Anbi riguardo alle disponibilità idriche. E come detto, «ciò che maggiormente impensierisce è la mancanza di neve in montagna: le poche nevi scese a novembre si sono disciolte velocemente. I primi accumuli in linea con la media stagionale si registrano solo a partire dai 2.600 metri», a causa delle temperature troppo elevate che se sono sopra la media in pianura, non scendono in montagna per mantenere quanto era nevicato e che aveva fatto ben sperare, compreso il turismo.

«Male anche la situazione nei principali corsi d’acqua - continua l’Anbi - a novembre, mese tipicamente piovoso, tutte con il segno meno le portate dei grandi fiumi: Brenta meno 44 per cento, Adige meno 22, Bacchiglione meno 36, Po meno 39».