Una produzione in ripresa rispetto all’anno «nero» 2025, trainata da Melfi e Mirafiori. È l’incremento del 13,7% a segnare il recupero di Stellantis nei primi sei mesi del 2026, con un aumento del 27,7% della produzione di auto ed una leggera flessione (il 4%) dei veicoli commerciali. Ad evidenziarlo l’ultimo Report della Fim Cisl, illustrato ieri dal segretario generale Ferdinando Uliano, secondo cui «tutti gli stabilimenti auto evidenziano un miglioramento ad eccezione dello stabilimento di Cassino» che perde il 36,2%, con le crescite «più significative che riguardano gli stabilimenti di Mirafiori con il +135,4%, e Melfi con il +88,4% (crescita consistente anche per Modena, mentre Pomigliano d’Arco mantiene gli stessi volumi del 2025 e Cassino perde un terzo della produzione già bassa del 2025).

Per la Basilicata e Melfi, dunque, una buona notizia, dopo anni di crisi, con, in termini assoluti, la produzione «a 35.920 unità, contro le 19.070 del 2025». «Siamo comunque lontani dai livelli produttivi del 2019, quando si superavano le 152.767 unità nel semestre», sottolinea il dossier in cui si evidenzia anche che «nel secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della Ds7 e successivamente il lancio della Lancia Gamma cresceranno ulteriormente i volumi». «La nostra richiesta di assegnare allo stabilimento un ulteriore modello con maggiore capacità di generare volumi, rispetto agli attuali modelli DS, si è concretizzato nel piano Stellantis con l’arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028. Confidiamo in una ricaduta occupazionale positiva, una riduzione del ricorso agli ammortizzatori e soprattutto un beneficio positivo nella componentistica dell’indotto», precisa ancora la Fim Cisl che per lo stabilimento lucano si sofferma pure sugli effetti sull’occupazione prodotti dalla riduzione dei volumi.