Se andrà bene, si arriverà a 500mila veicoli ritornando ai livelli del 2024, che fu già un anno complicatissimo. Stellantis vende di più ma continua a produrre molto poco in Italia. Nei primi sei mesi – stando ai dati della Fim-Cisl – il gruppo ha assemblato 252.233 unità tra auto e furgoni, in ripresa del +13,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il più nero della storia recente dell’azienda, ma ancora sotto i livelli già difficili del 2024 (303.510 veicoli) e perfino dell’anno del lockdown per la pandemia. Le automobili prodotte sono state 158.193 (+27,7%), quindi i veicoli commerciali prodotti ad Atessa valgono da soli oltre un terzo del totale con 94.020 unità nonostante una contrazione del -4%.

Dietro la Panda niente, Cassino allo stremo

Oltre la metà delle auto è rappresentato dalle Fiat Panda con 79.050 unità uscite dai cancelli di Pomigliano d’Arco. Mentre è drammatica la situazione di Cassino, fabbrica che ha lavorato appena 32 giorni da gennaio: le auto uscite dallo stabilimento sono il 36,2% in meno dei primi sei mesi del 2025 con appena 6.700 vetture (4.125 tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio, 2.575 Maserati Grecale). Il sito resta in attesa delle novità previste per dicembre su una partnership per tentare il rilancio: secondo quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, Stellantis sarebbe in una fase molto avanzata di dialogo con la cinese JAC. Non decolla, come aveva ammesso la stessa azienda, la produzione della 500 a Mirafiori, nonostante l’arrivo della motorizzazione ibrida: sono state 36.048 le unità assemblate, compresa la versione elettrica, e quindi secondo il sindacato al massimo si arriverà a 80.000 vetture a fine anno, nonostante lo stop di un mese appena comunicato dal gruppo. La stima di Stellantis era di centomila auto. “Il risultato è comunque importante”, ha detto il segretario generale Ferdinando Uliano ricordando che i volumi hanno permesso di azzerare il contratto di solidarietà nel reparto Carrozzerie di Torino in questi mesi.