Guerra
Lorenzo Vita
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Per Kyiv si è trattato di un giorno di lutto. Dopo il bombardamento che nella notte tra mercoledì e giovedì ha investito la capitale ucraina, la conta dei morti si è fermata a 30. I feriti ammontano a circa un centinaio. E mentre si è scavato senza sosta tra le macerie per cercare gli ultimi dispersi, la pioggia di fuoco russa non si è fermata. Nella regione di Sumy, sono morte quattro persone, tra cui una bambina di un anno. E nella notte, la contraerea ucraina è intervenuta per abbattere oltre 80 droni e un missile balistico.
Le forze di Kyiv hanno reagito con nuovi attacchi. Almeno cinque persone sono rimaste uccise in un bombardamento sul mercato di Tokmak, nella parte dell’oblast di Zaporizhzhya occupato dalle forze di Mosca. Altri due civili sono morti per raid nell’area di Bryansk e Belgorod. E in questa città, i droni ucraini hanno anche preso di mira una fabbrica ritenuta fondamentale per la filiera dell’industria elettrica russa. Mentre poche ore dopo, il Servizio di sicurezza ucraino, lo Sbu, ha rivendicato un attacco contro la base aerea di Gvardinsky, dove è stato colpito un deposito di droni Shahed, e un altro contro la base aerea di Saki, in Crimea, dove i droni ucraini di Kyiv avrebbero centrato sette caccia di varia tipologia: Su-30SM, Su-30 e Su-24. L’obiettivo delle forze ucraine è chiaro da tempo.











