Un attacco aereo russo ha colpito il centro della città di Sumy, in Ucraina, provocando una strage.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha diffuso sui social immagini drammatiche delle conseguenze del raid, tra cui la foto di una bambina a terra mentre i soccorritori tentano invano di rianimarla con un defibrillatore; il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Grigorov, ha confermato il decesso della piccola di 5 anni e di sua madre.

Nel suo messaggio pubblicato su X, il leader ucraino ha descritto la grave situazione dichiarando: «A Sumy sono in corso operazioni per far fronte alle conseguenze del raid aereo russo. I russi hanno utilizzato bombe aeree guidate contro civili nel centro della città. Potrebbero esserci ancora persone intrappolate sotto le macerie di un palazzo. Tragicamente, al momento, sono state confermate 4 vittime, tra cui un bambino. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari. Altre 27 persone sono rimaste ferite, tra cui sei bambini. Molti hanno riportato ferite gravi».

Di fronte a questa ennesima tragedia, il presidente ha rinnovato con forza il suo appello alla comunità internazionale, sottolineando prima che «è fondamentale che i nostri partner esercitino pressione sulla Russia affinché questo terrore abbia fine» e argomentando poi in modo più esteso: «È essenziale che i nostri partner facciano pressione sulla Russia affinché questo terrore abbia fine. Coloro a cui la Russia presterà ascolto sono, senza dubbio, gli Stati Uniti, altri paesi del G7 e del G20, e l’Europa. Dobbiamo ricordare che l'Europa dispone di strumenti che può utilizzare per fare pressione su questo aggressore - soprattutto sul suo settore energetico, sulla sua flotta petrolifera e sul suo sistema finanziario. Quegli strumenti devono essere utilizzati. Dobbiamo anche intraprendere ulteriori passi per rafforzare la nostra difesa, in primo luogo la nostra difesa aerea».