Un anno fa è stato pubblicato negli Stati Uniti il libro “La repubblica tecnologica” di Alexander Karp e di Nicolas W. Zamiska. Karp è l’amministratore delegato di Palantir, un’importante società di analisi di dati che lavora per governi e agenzie di intelligence in tutto il mondo (in special modo per il governo americano). Tre mesi fa Karp ha pubblicato il “Manifesto di Palantir”, un riassunto in 22 punti del libro, considerato rappresentativo del pensiero della nuova destra internazionale. Il manifesto, apertamente schierato contro il pluralismo e le politiche di inclusione, è un guazzabuglio di idee neoliberiste, idee totalitarie e pensieri semplicemente folli. Configura una nuova frontiera dello sviluppo della tecnologia informatica: la creazione di un’alleanza tecno-militare in grado di assumere il controllo dell’Occidente e dominare il mondo.
Il pensiero di Karp è semplificante e approssimativo. Se il mondo è diventato complicato, difficile da capire e ancora più difficile da abitare, allora cosa c’è di meglio da fare se non governarlo con le maniere forti? Al posto del soft power, fatto di “demagogia altisonante” e di appelli morali”, ci vuole l'hard power, il potere puro e duro che non indugia in scrupoli e dilemmi etici. L’hard power sarà costruito sul software.









