<p>Sfida tra i giganti americani della tecnologia: mercoledì primo luglio, l’amministratore delegato di Palantir <strong>Alex Karp</strong> ha criticato il modello a token utilizzato dai laboratori statunitensi di intelligenza artificiale di <strong>Anthropic </strong>e <strong>OpenAI </strong>che, secondo lui, danneggia le imprese e mette a rischio la sicurezza nazionale. </p> <p> </p> <p>«Non voglio criticarli, ma qualcosa è andato completamente storto.

La visione di base tra le imprese in questo Paese è: 'Mi rilasserò e sprecherò il mio tempo con i <strong>token</strong>, non otterrò alcun valore e loro si prenderanno la mia proprietà intellettuale'», ha dichiarato Karp a <em>Cnbc</em>. </p> <p> </p> <p>Con l’impiego sempre maggiore di AI, secondo Karp, le imprese si stanno infatti allontanando da una mentalità orientata al cosiddetto «<strong>tokenmaxxing</strong>» ( massimizzazione dei profitti) per concentrarsi sul ritorno sull’investimento.

Un’altra critica riguarda la protezione dei dati e del vantaggio competitivo.

Questa configurazione sta spingendo alcune aziende ad adottare modelli open-weight, capaci di svolgere compiti simili a una frazione del prezzo. </p> <p> </p> <p>Il ceo di Palantir ha accusato i laboratori di AI di raccogliere i dati dei clienti per addestrare i propri modelli, sottraendo alle aziende la loro <strong>proprietà intellettuale</strong>.