Palantir è già di per sé una società al centro di polemiche.

E il 'manifesto' in 22 punti che riassume il libro del suo amministratore delegato Alex Karp non poteva essere da meno: dal rapporto fra la Silicon Valley e il Pentagono, al ripristino della leva obbligatoria, passando per la religione (bisogna opporsi alla pervasiva intolleranza verso le credenze religiose in certi ambienti").

Temi e idee che hanno sollevato ancora una volta un polverone.

Se alcuni hanno lodato il genio di Karp, altri lo hanno stroncato. Il Washington Post ha definito il suo libro una "chiamata alle armi per i tech bros". Sui social molti utenti si detti scioccati: "Palantir va considerata nemica della società moderna", ha tuonato l'utente 'onion person". "Il manifesto è la cosa più cupa che abbia letto in anni. E' come Project 2025 scritto da Terminator", ha ironizzato un altro facendo riferimento al documento conservatore che molti ritengono essere punto di riferimento delle politiche di Donald Trump.

Karp - chiamato dai nemici il 'super criminale' - nel libro 'The Technological Republic' sostiene che "la Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa" e aggiunge che "l'elite ingegneristica ha l'obbligo di partecipare alla difesa del Paese". Se "un marine chiede un fucile migliore, dovremmo produrlo. E lo stesso vale per il software", aggiunge osservando che gli Stati Uniti "dovrebbero come paese essere capaci di portare avanti un dibattito sull'opportunità di un'azione militare all'estero".