C’è una nuova dimensione con la quale occorre fare i conti. Ed è quella dello Stato-Piattaforma. Potrebbe essere vista come un’evoluzione (non per forza positiva) del tecno-capitalismo. E a guidare questa idea è un’azienda che negli ultimi mesi ha fatto molto discutere: Palantir. Un gigante tecnologico potentissimo, alla luce dei suoi intrecci con diversi governi (soprattutto quello statunitense), Ma per alcuni anche piuttosto spaventoso. Un’azienda che lavora sui dati e realizza software che viaggiano sul filo sottile della sorveglianza di massa.
Manifesto in 22 punti
Nei giorni scorsi, Palantir ha pubblicato una sorta di manifesto sul suo account X, che ha fatto molto discutere. Un documento sintetizzato in 22 punti che rappresenta una visione chiara. Molto probabilmente la visione di Alex Karp, ceo dell’azienda che sugli stessi temi ha anche pubblicato un libro.
Chi sia Alex Karp - per chi non lo sapesse - è piuttosto semplice da appurare. Per farsi un’idea basta guardare un po’ di materiale che circola facilmente online, dove il ceo di Palantir non fa mistero della sua visione del futuro occidentale-centrica (per usare una descrizione soft). Una visione che ha fatto molto breccia all’interno della Casa Bianca.








