Partì da Milano a 24 anni, con una laurea in Scienze Motorie in tasca e il primo anno di un lungo percorso per diventare osteopata ancora da completare. Non lasciò l’Italia per un contratto prestigioso né con la certezza di trovare fortuna all’estero. Partì perché sentiva che la sua vita sarebbe stata altrove. “Io non volevo più rimanere a Milano”, racconta a ilfattoquotidiano.it Alessandro Bonato, che vive a Barcellona da oltre dieci anni. “Ci ero già stato nel 2010 per quasi un anno e quella città mi era rimasta dentro. Quando io e la mia fidanzata Sara abbiamo iniziato a parlare del nostro futuro, l’idea era chiara: provare a costruirlo lì”.
Nel 2012 lui e quella che sarebbe diventata sua moglie fanno le valigie e si trasferiscono in Catalogna. All’inizio non è semplice. Bisogna adattarsi a una nuova lingua, costruire una rete di contatti professionali e farsi conoscere in un ambiente completamente diverso. Ma Alessandro scopre subito una realtà lavorativa che gli appare più lineare rispetto a quella che aveva lasciato in Italia. “La prima cosa che mi colpì fu il contratto. Arrivai e ne firmai uno regolare, con ferie pagate, contributi e tutte le tutele previste. Mi sembrava quasi strano. In Italia avevo conosciuto soprattutto collaborazioni e formule molto più precarie”.






