Il nostro Paese sta attraversando uno dei suoi momenti storici peggiori da oltre ottant’anni a questa parte. Non solo perché in preda a un “governo” a mio parere fascista e anticostituzionale, ma anche per l’esistenza di un ceto politico che nel suo complesso, pur con qualche lodevole eccezione, appare del tutto subalterno ai dogmi del pensiero unico neoliberista, atlantista e sionista, e quindi corrotto e guerrafondaio.

Costoro stanno svendendo il Belpaese al capitale finanziario internazionale e sono talmente imbevuti del verbo neoliberista da non poter neanche lontanamente concepire un orientamento politico volto a realizzare gli interessi della cittadinanza anziché quelli degli speculatori, il cui obolo attendono col cappello in mano, inginocchiati tra le rovine di città e territori sempre meno belli e vivibili, che oggi boccheggiano ancora più del solito per effetto del cambiamento climatico che costituisce un altro effetto del sistema capitalistico dominante, oltre che dal negazionismo irresponsabile e analfabeta delle sue classi “dirigenti”, da Trump a Salvini e ancora più in basso.

Nelle viscere di questo sistema infetto, nato dalla contaminazione mostruosa tra capitalismo e sistema politico italiano, stanno nascendo fenomeni, come il vannaccismo, che offre ai maschi italiani, sempre più in crisi materiale e ideologica, un surrogato di soluzione basato sul falso recupero di un’identità escludente, che vorrebbe abolire gay, lesbiche, donne non sottomesse e migranti che rifiutino la condizione di schiavi funzionali al sottosviluppo di cui beneficiano solo i ristrettì ceti parassitari dominanti.