di Giovanni Muraca

Da giorni sento pareri al vetriolo, tutti contro la crescita di Futuro Nazionale e del suo leader, Roberto Vannacci. Un partito che, più ancora che Fratelli d’Italia, sta tallonando il suo partito d’origine, la Lega di Matteo Salvini, ormai in evidente difficoltà. Questa non vuole essere una critica alle opinioni che circolano in questo periodo. Credo però che ci siano alcuni aspetti non presi in considerazione, che potrebbero portare al Generale ulteriore consenso: il frutto di quel cortocircuito tutto italiano per cui il rischio viene sistematicamente sottovalutato.

Riavvolgiamo il nastro a soli tre anni fa, all’uscita del libro Il mondo al contrario. Un libro al cui interno si trova tutto ciò che finora una democrazia ha cercato di combattere: dal razzismo all’omofobia, dal machismo al ritorno dell’uomo solo al potere. Per quanto si tratti di idee discutibili, dal sapore autoritario, c’è ancora chi sposa quei valori e non se n’è mai staccato. Quel libro, insieme ad altri che magari celano le idee che il leader sposa, ha fatto molto di più che scandalizzare: ha ottenuto l’effetto contrario. Non è solo una questione di tiratura — che, in un’epoca in cui il cartaceo sta diventando un ricordo, ha superato le 700.000 copie — ma anche di un processo di normalizzazione di temi che speravamo di non dover più discutere. Ma questa è un po’ l’arroganza dell’Occidente, che ha la memoria corta.