I comitati sul territorio aumentano. Nei sondaggi il generale tallona la Lega e ruba consensi ai delusi di destra. Ma nella sua propaganda identitaria non c’è nulla di inedito. Tra new entry e vecchi slogan, quanto riuscirà a incidere?

Un mix di idee irrealizzabili e riciclate dal passato. L’asticella delle sparate che si sposta ogni giorno un po’ più in là. E una presenza politica capillare sul territorio. Mentre i sondaggi lo premiano e i transfughi degli altri partiti lo cercano. Effetto Vannacci. Basta guardare la mappa dei comitati di Futuro nazionale per notare la macchia di pallini blu che copre l’Italia da Merano a Lampedusa. Il generalissimo va forte soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Nel Nord-Est, secondo i dati analizzati da Demos, lo voterebbe il 9 per cento degli elettori. Quasi il doppio della media nazionale. Ma occhio anche al Centro-Sud: oltre alla Toscana (sua terra natia), le truppe vannacciane avanzano nel Lazio e in Puglia (Regione al terzo posto per numero di tesserati). E ci sono anche degli avamposti all’estero, da Monaco di Baviera ad Hammamet.

La mappa dei comitati di Futuro nazionale.

Il conteggio dei circoli ovviamente è in itinere: per aprirne uno bastano 10 persone che vogliono aderire e un form disponibile online. Una crescita che colpisce ancor di più se paragonata alla crisi dei partiti tradizionali, sempre meno capaci di presidiare il territorio. Ma tra slogan buoni solo per la propaganda, poche proposte davvero concrete e una campagna elettorale che sembra più contro la destra di governo che contro la sinistra, dove può arrivare Vannacci da qui alle elezioni politiche del 2027?