di
Maria Paola Scaramuzza
Due commesse aggredite. L’accusa del patron dell'Harry's Bar: assediano la città, il Comune non interviene
«Il nostro negozio non è chiuso per paura, ma per dare un segnale. Le istituzioni devono difendere cittadini e lavoratori. E Venezia deve riavere i suoi veneziani». La parola «paura» non abita il vocabolario di Arrigo Cipriani, a 94 anni nessuno spaventa il patron dell’Harry’s Bar, nemmeno le borseggiatrici che da tempo assediano il centro storico veneziano e che una settimana fa hanno aggredito con calci, pugni e ombrellate due commesse del suo nuovo negozio «La botega di Arrigo», in Frezzaria, a due passi da piazza San Marco. Il fatto però è grave e dal Comune, tuona l’eclettico imprenditore, ancora non una parola.
Arrigo Cipriani, da una settimana c’è un cartello sul suo negozio a San Marco: «Chiuso per aggressione».«Credo nelle istituzioni e che il cittadino non debba farsi giustizia da sé, ma non ho intenzione di lasciare sole le nostre dipendenti. Mercoledì riapriremo il negozio con del personale addetto alla sicurezza, ma non può essere la soluzione».








