VENEZIA - «Io e i miei colleghi veniamo aggrediti ogni giorno dai borseggiatori, perché impediamo loro di derubare i nostri clienti. Due giorni fa mi hanno sputato in faccia, tempo prima mi avevano spintonata; mentre insulti, minacce e offese sono quotidiani». A parlare è Yan Xiaofen, da tutti conosciuta più semplicemente come “Anna”, la titolare del bar Cico, in campo San Polo a Venezia.

Domenica pomeriggio mostrava il braccio ancora sanguinante mentre raccontava dell’ennesima aggressione subita da un gruppo di giovanissime borseggiatrici, finché era in servizio. Di fronte al suo ristorante, non avendo spazio all’interno per tavolini e sedie, l’imprenditrice ha disposto una cinquantina di posti a sedere in cui far accomodare i clienti. «Le borseggiatrici qui non mancano mai – spiega Anna –. Per buona parte della giornata sostano nel sotoportego de la Madoneta, dove derubano i passanti. Poi vengono nel mio locale, distante soltanto pochi metri, e senza chiedere si siedono nei posti liberi a fianco ai turisti che mangiano e bevono, in modo da poter rubare tutto anche a loro». Anna è in grado di prevedere ogni loro movimento. «Quando le vedo avvicinarsi ai miei clienti chiedo loro di alzarsi e andarsene – racconta la donna –, metto in guardia i turisti dicendo di fare attenzione a borse, zaini e portafogli e, spesso, li aiuto a riconoscerle».