Savona – «Intorno a quel negozio succedono cose strane. Forse parlare di caporalato è eccessivo... Ma visto quello che è successo a Vado, in porto, con i lavoratori della diga di Genova, ogni sospetto è lecito». Nel quartiere di Zinola, da quando il questore ha fatto sospendere per 15 giorni la licenza al barbiere “Youssef”, in via Nizza, poco prima della Chiesa a strisce, i residenti tirano un sospiro di sollievo. Quarantotto anni, di origine straniera, Youssef ha iniziato a lavorare nel negozio da poco tempo, una ventina di giorni. Ma ha già creato parecchie situazioni di tensione a Zinola. L’ultimo episodio, quello che gli ha procurato il provvedimento di chiusura forzata da parte del questore, è il più grave: mentre tagliava i capelli a un cliente l’ha ferito alla testa. Da lì è esplosa una lite che, dal locale, si è riversata in strada. C’è poca voglia di parlare tra gli habitué dei bar e dei negozi della zona: nessuno vuole “grane” con il barbiere che, in più occasioni, ha minacciato i passanti. Soffermandosi un po’ più a lungo a chiacchierare, però, emergono due aspetti, entrambi preoccupanti. Il primo è il più evidente: le situazioni di tensione e di pericolo che il barbiere ha creato nel quartiere per colpa dell’ubriachezza molesta e degli atteggiamenti aggressivi. Ma c’è anche un aspetto meno evidente: sono stati segnalati movimenti poco chiari, osservati intorno al negozio. «C’erano due attività affacciate sullo stesso marciapiede, intervallate da un bar - racconta un residente che, per paura delle ritorsioni, chiede di restare anonimo- Una è quella del barbiere, mentre l’altra, che ha chiuso da tempo, era un negozio di verdura. Nell’arco di tre anni abbiamo osservato un meccanismo costante: i gestori delle due attività cambiavano in modo piuttosto rapido. Venivano accompagnati in auto da un uomo, sempre lo stesso: uno straniero residente a Torino. Per un po’ lavoravano nei negozi dormendo nel retro. Poi arrivava la stessa persona, accompagnava un nuovo gestore che prendeva il posto del precedente». Così è avvenuto anche con il barbiere. Sino a tre settimane c’era un altro ragazzo, sempre straniero, piuttosto bravo e apprezzato. Prima di lui ce n’era ancora un altro. Poi è arrivato Youssef e con lui sono iniziati i problemi. Un turnover sospetto, almeno in apparenza. Youssef è apparso da subito problematico. Secondo quanto emerso dai verbali della polizia locale, intervenuta in più occasioni, il barbiere aveva già minacciato un residente con una bambina piccola in braccio. Numerose poi le liti, le grida e le minacce, tutte legate a stati di ubriachezza molesta. Sino all’ultimo episodio delle forbici. A raccontare qualche dettaglio è il titolare del “Blu Bar”, Gianni Greco, accanto al negozio del barbiere. «È arrivato da poco tempo - dice Greco- È venuto qualche volta da me a prendere il caffé ma non ha mai parlato a lungo. Una volta si è comportato in modo aggressivo con un cliente: l’ho invitato ad andarsene. Per il resto i problemi si sono verificati nel suo negozio o nelle zone circostanti. Più volte è stato richiesto l’intervento delle pattuglie per calmarlo». Nei mesi di marzo e aprile scorso l’uomo era stato destinatario di segnalazioni per ubriachezza molesta con ordini di allontanamento emessi nella provincia di Bergamo. La Questura, ora, sta valutando di avviare la procedura per revocargli i permessi di riaprire. Ma, al di là di Youssef, il problema potrebbe essere più grave.
Barbiere molesto, “ha ferito il cliente con le forbici: movimenti strani nel negozio”: il racconto dei residenti
Zinola, parlano i cittadini dopo che il questore ha chiuso l’attività per 15 giorno







