I maranza al Colosseo, i fuochi, l’assalto all’automobile dei Vigili urbani, la sparatoria a Napoli: sono giorni in cui ci si domanda se il punto di non ritorno sia stato superato e se non si debba agire lasciando da parte proclami e idiosincrasie. E c’è chi, non da oggi, lo dice e lo fa. La sicurezza, infatti, non soltanto è un tema, ma uno dei primi punti in agenda per molti sindaci di centrosinistra. Personalità distantissime dalla destra law and order modello Salvini prima maniera, ma anche dai tic gauchisti d’antan (della serie: chi parla di sicurezza è fascista). Non a caso ieri, nella Napoli dove l’8 luglio il campo largo metterà alla prova la cosiddetta “foto dell’osteria”, quella che un mese fa ha immortalato la segretaria dem Elly Schlein, il leader M5s Giuseppe Conte e i dioscuri di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il sindaco pioniere del campo largo Gaetano Manfredi, durante la presentazione del libro di Carlo Bonini e del prefetto Franco Gabrielli “Contro la paura”. Manifesto per una sicurezza democratica” (ed. Feltrinelli), ha testimoniato, con la sua esperienza nei quartieri di una delle città considerate, in Italia, tra le più pericolose, che le chiacchiere e il populismo non servono quando si tratta di rendere più sicure le vie e le piazze. “Più volte in questi anni, come sindaci”, dice Manfredi al Foglio, “abbiamo sollecitato una serie di misure concrete, come l’aumento dei fondi per le Polizie locali, maggiori poteri in un settore di responsabilità nazionale, investimenti sulla lotta al disagio sociale e giovanile”.A Napoli e per Napoli, Manfredi, “fiducioso della collaborazione istituzionale col governo”, chiede quindi “più uomini e più mezzi, ma anche un approccio più concreto in termini di controllo del territorio”. E due giorni fa, alla presentazione di “Una nuova primavera”, il libro-manifesto di Giuseppe Conte, Manfredi aveva sottolineato il concetto: “Il tema della sicurezza è una grande sfida che non appartiene a una parte politica. Ed è chiaro che la sicurezza fa parte del controllo del territorio che va supervisionato utilizzando tecnologie e forze dell’ordine. Sull’altro fronte è necessaria una politica di integrazione, crescita sociale ed educativa che ha necessità di un tempo più lungo”. Dopo la sparatoria a Montesanto, il sindaco, invitando a non minimizzare il dilagare delle gang (spesso di giovanissimi), ha invocato l’intervento immediato delle forze dell’ordine in direzione di un controllo capillare del territorio. Nella stessa direzione vanno le parole del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dopo la folle notte dei maranza: “Tutti i segnali, anche embrionali, che possano indicare lo sviluppo di fenomeni come le gang giovanili o i cosiddetti maranza vanno monitorati con la massima attenzione e contrastati tempestivamente”. In vista della stesura del programma della futuribile alleanza di centrosinistra, il libro di Gabrielli sembra fare quasi da canovaccio sul tema.Il concetto è: “La sicurezza è diventata il terreno su cui la destra ha costruito egemonia politica. Un campo simbolico e materiale abbandonato troppo a lungo dalle forze progressiste, consegnato a una narrazione semplificata, muscolare, fondata sulla paura e sulla costruzione del nemico. Ma è davvero inevitabile che sicurezza significhi repressione, esclusione, riduzione dei diritti?”. Ma come strappare la sicurezza a quello che ancora viene vissuto come “monopolio culturale della destra”? La sicurezza democratica esiste, è la convinzione di Manfredi e di Gabrielli, ed è quella che permette di tenere insieme “libertà e protezione, diritti e ordine, coesione sociale e legalità”. Gabrielli insiste sul concetto di una sicurezza che “non nega la complessità, non alimenta il rancore, non trasforma la paura in consenso”. Intanto, dopo la sparatoria suddetta, Manfredi ha chiamato in causa il governo centrale: “Da Piantedosi ci aspettiamo un’iniziativa forte”.
La sicurezza secondo Gaetano Manfredi. “Più uomini, più mezzi, lotta al disagio sociale e giovanile”
Sparatorie, assalti ai Vigili. Nel paese impaurito il campo largo si prepara a stendere il suo programma. Fine del tabù della sicurezza a sinistra? "La sicurezza non appartiene a una parte politica", dice il sindaco di Napoli








