«È inaccettabile che ci siano queste scene e queste immagini che danneggiano fortemente la città. Bisogna colpire queste bande di giovani che sono persone conosciute, del territorio e renderle inoffensive rapidamente». È preoccupato il sindaco Gaetano Manfredi e il suo più che un appello sembra un allarme. La quinta stesa - conseguenza di una rissa - in una settimana nel cuore di Napoli, in piazzetta Montesanto con un giovane con il Kalashnikov sotto braccio che viene invitato a scappare perché sta «arrivando la polizia»: scene che fanno rabbrividire. Manfredi è in costante contatto con il Viminale retto dal ministro Matteo Piantedosi, in maniera diretta e attraverso il prefetto Michele di Bari e il questore Maurizio Agricola. Ieri notte, filo diretto tra Napoli e Roma, quando diventa ufficiale la notizia dei tre fermi eseguiti dalla Mobile sotto il coordinamento della Dda di Napoli. In cella finisce l’uomo immortalato dal video con il mitra, ma anche altri due soggetti accusati di armi. Immediata la nota del ministro Piantedosi che «esprime soddisfazione per i tre fermi eseguiti: si tratta di un risultato importante» (anche al netto delle manette messe a una donna per armi).

Ma torniamo all’intervento del sindaco. Per Manfredi - questo fanno sapere fonti del Comune - «serve un miglioramento nel controllo del territorio». Questa la sostanza del ragionamento del sindaco e non è un caso che ha puntato molto sul fatto che «si tratta di gente conosciuta». La sinergia istituzionale è solida e tutti sono consapevoli che in una città dove c’è il turismo e i grandi eventi che crescono esponenzialmente, e alle porte c’è l’appuntamento con la Coppa America, quanto successo non è un biglietto da visita positivo. «Io credo - prosegue Manfredi - che ci voglia un intervento immediato da parte delle forze dell’ordine che so che stanno identificando i responsabili. Il sistema di videosorveglianza ha ripreso tutto quello che è successo. Il tema è di sgominare questi gruppi che credo siano noti alle forze dell’ordine». Libera, l’Associazione contro le mafie, tocca un punto cruciale delle stese: «Quello che è successo a Montesanto non è solo cronaca, è il sintomo di un territorio dove le armi circolano più liberamente delle opportunità. A Napoli, purtroppo, negli ultimi tempi troppe vittime di armi che chiunque, ovunque, può procurarsi in poche ore» dice Mariano Di Palma, referente Libera Campania. Le baby gang - questo il dato di cronaca - agiscono sul territorio in maniera sempre più sfrontata. Parola al prefetto Michele di Bari che analizza così la situazione e annuncia: «Non mancheranno servizi straordinari sul piano dell’attività di prevenzione. I gravi episodi verificatisi a Montesanto destano forte preoccupazione e richiedono una risposta ferma. In momenti come questi - scrive il prefetto - è importante rinnovare la piena fiducia nell’operato delle forze di polizia e della magistratura che sono impegnate in un’intensa attività di prevenzione, controllo del territorio e contrasto a ogni forma di criminalità». Quindi il passaggio sul Viminale: «I contatti sono continui, il ministro Piantedosi sta seguendo personalmente la vicenda. È stato il ministro stesso a dare un anno e mezzo fa al Comune i fondi per implementare la videosorveglianza. E laddove abbiamo implementato c’è stato un grande dinamismo delle forze dell’ordine sul territorio con servizi ad alto impatto. Nell’immediatezza, quando accade un fatto anche eclatante, questo ci ha consentito di assicurare alla giustizia le persone che sono state arrestate. Ma se accade che purtroppo c’è gente che esce con un mitra, una cosa assurda, non esiste una casistica in cui inserirla. Io sono fiducioso e ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine che stanno operando con grande rapidità». Di Bari però sottolinea anche che «Le attività di vigilanza e prevenzione sono state già progressivamente rafforzate e i servizi di controllo del territorio sono sempre più mirati e incisivi, grazie anche a un costante lavoro di analisi e monitoraggio delle aree maggiormente esposte ai fenomeni criminali». IL DIBATTITO La politica - a livello parlamentare - si interroga sull’accaduto a iniziare dal Pd: «Sono scene incompatibili con la nostra città, ad opera di delinquenti che ci auguriamo vengano individuati al più presto dalle forze dell’ordine». Così il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, e l’europarlamentare dem Sandro Ruotolo. «Da tempo denunciamo la troppa facilità con cui le armi circolano e vengono acquistate nei nostri territori. Su questo i sindaci restano troppo spesso soli, privi degli strumenti necessari per intervenire. A nulla sono serviti gli inutili decreti sicurezza del governo, mentre sono evidenti i tagli alle forze dell’ordine operati dalla destra: meno polizia significa meno controllo del territorio. Napoli vive una stagione di straordinario cambiamento grazie all’amministrazione Manfredi, dopo anni di abbandono». Diametralmente opposta la lettura dei fatti da parte di Gianluca Cantalamessa senatore della Lega: «Il Governo ha creato il reato di “stese” quando è intervenuto a Caivano. E i decreti portano un inasprimento delle pene.Quanto successo a Napoli è sicuramente allarmante. I decreti sicurezza servono e sull’area metropolitana di Napoli ne ha fatto diversi il Governo penso a Ischia, ai Campi Flegrei e alla Terra dei Fuochi. Identificarli con il territorio significa fare azioni mirate, interventi specifici. Serve sinergia istituzionale, è fondamentale». Per Cantalamessa «c’è un problema di natura culturale servono esempi positivi soprattutto per i giovani. Che sono bombardati da immagini di violenza anche nei videogiochi». Per il senatore leghista c’è una emergenza che riguarda i giovani e le cosiddette baby gang. «Ce lo dicono i numeri: l’aumento dei detenuti nelle carceri minorili è del 30%,i tentati omicidi dei minori sono saliti al 60%. Noi non puntiamo solo sulla repressione ma anche sulla prevenzione. Abbiamo reintrodotto l’educazione civica nelle scuole, la bocciatura con il 6 in condotta ripristinato i giochi della gioventù. E ridotto la dispersione scolastica ridotta del 50% in tre anni». Discussione accesa anche a livello locale. Il gruppo consiliare del Pd guidato da Gennaro Acampora: «Siamo di fronte a un’escalation criminale che non può̀essere derubricata a semplice fatto di cronaca, ma che dimostra il totale fallimento delle politiche di sicurezza promesse della destra al Governo». Fdi con Marco Nonno e Luigi Rispoli rilancia: «Siamo di fronte a scene da guerriglia urbana. L’ordine pubblico in questa città deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica. Mentre assistiamo alla totale assenza degli enti locali».