Inaccettabile, orribile, indegno per una grande città mondo come Napoli. I video della violenta rissa avvenuta nel cuore del centro storico sfociata nella ‘stesa’ e rilanciata dai social e dai mass media rappresentano il peggior biglietto da visita possibile per una metropoli da anni meta turistica e location di grandi eventi.

Ciò che è accaduto lunedì 29 giugno nella zona della Pignasecca alle ore 19.35 è gravissimo. Un episodio che farebbe saltare qualsiasi ministro dell’Interno dalla poltrona e lo farebbe precipitare in città. Improvvise le urla, un capannello di persone che si prendono a botte, un fitto lancio di sedie, cassonetti buttati in strada e caschi gettati con violenza contro auto e moto. Una violenza inaudita culminata con un giovane che scende da un’auto scura, estrae una pistola semiautomatica e comincia a sparare.

Trascorrono pochi minuti e sbuca un ragazzotto incappucciato, vestito di nero che impugna un kalashnikov, cammina tra la folla con il fucile. Sembra un automa. Alla sua vista c’è chi fugge, chi urla e chi resta paralizzato dalla paura. Il criminale vuole farsi vedere, dimostrare la sua forza di fuoco. Il guappo di cartone vuole lanciare un segnale di guerra al gruppo rivale. Ciondola con la testa, si muove come in Gomorra. Una scena talmente inaspettata che qualcuno potrebbe pensare ad una trovata di un regista per riprese sporche così da sfruttare l’effetto sorpresa. Invece è tutto maledettamente vero. Nessuna fiction. Imbraccia un fucile mitragliatore da guerra e semina il terrore. C’è una donna, lo vede, lo conosce, si avvicina e lo spinge in malo modo via. Lui non reagisce. Saranno altri due uomini ad allontanarlo dalla piazza. Poco dopo, nei pressi del luogo della lite, vengono esplosi altri colpi di pistola.