Giovani ammazzati, stese e coltelli onnipresenti: che si fa?

Ciro Cuozzo

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Girare indisturbati per le strade del centro di Napoli impugnando un kalashnikov in pieno giorno e nei pressi di una delle principali stazioni dei treni della città, quella di Montesanto, frequentata quotidianamente da migliaia di persone. Sembra di assistere alla riprese di un film invece è tutto spaventosamente vero. Un uomo, tutto vestito di nero e con il volto travisato, che gira armato di fucile Ak-47 e viene invitato da conoscenti ad allontanarsi dalla zona. Due gruppi che danno vita ad una rissa in strada dove partecipano anche donne. Momenti concitati: c’è chi fugge con la maglia strappata, chi lancia caschi per colpire i rivali, chi si scaglia contro un motorino con i cassonetti della spazzatura, chi lancia sedie e chi, per provare a ‘tranquillizzare’ gli animi, apre la portiera dell’auto, una Fiat Panda con i vetri scuri, prende una pistola, la punta verso il cielo e lascia partire un proiettile. Il tutto a volto scoperto, così come emerge dai filmati. Poi risale in auto e fugge via nonostante altre sedie lanciategli contro.

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