HomeMassa CarraraCronacaSlow&Food dentro l’Ipm. Il riscatto della tradizionePontremoli, innovativo progetto formativo per le ragazze dell’istituto minorile. Obiettivo fare esperienze culturali, identitarie e di inserimento lavorativo.Pontremoli, innovativo progetto formativo per le ragazze dell’istituto minorile. Obiettivo fare esperienze culturali, identitarie e di inserimento lavorativo.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn atlante gastronomico diventa percorso educativo: un orto che si trasforma in laboratorio di identità, una cucina che diventa spazio di riscatto. È il progetto ’Slow & free’, la cucina che libera, lanciato dalla Condotta Slow Food Luni Apua in collaborazione con l’Istituto Penale Minorile di Pontremoli per portare la tradizione culinaria lunigianese dentro le mura dell’Ipm e trasformarla in strumento di formazione, autonomia e futuro. L’iniziativa è stata presentata in un piccolo podere vicino a Pontremolil dove la natura e le tradizioni si incontrano in perfetta armonia. A introdurre la finalità il fiduciario della Condotta Matteo Podenzana assieme ai dirigenti Alessio Bocconi, Marco Bertocchi, ai produttori Francesca Bongi e Davide Moscatelli che faranno parte dell’organigramma dei docenti del corso con il guru della gastronomia pontremolese Luciano Bertocchi. C’erano anche il direttore dell’Ipm Francesca Capone e Luigia Salviati, comandante della polizia penitenziaria con l’assessore ai lavori Pubblici Massimo Lecchini e il cappellano don Giovanni Perini. "C’è una grande connessione tra la città e l’istituto – ha sottolineato la direttrice – Questa iniziativa consentirà alle nostre ragazze di fare esperienze culturali e identitarie difficili altrove".
Slow&Food dentro l’Ipm. Il riscatto della tradizione
Pontremoli, innovativo progetto formativo per le ragazze dell’istituto minorile. Obiettivo fare esperienze culturali, identitarie e di inserimento lavorativo.







