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Fine settimana, qualche giorno fa, la spiaggia di Porto Garibaldi. La storia si ripete. Una distesa di cannolicchi morti, restano...
Fine settimana, qualche giorno fa, la spiaggia di Porto Garibaldi. La storia si ripete. Una distesa di cannolicchi morti, restano solo i gusci. I turisti scattano le foto, qualcuno filma con il telefonino, qualche gabbiano arriva in ritardo al banchetto. Il grande caldo di quei giorni, ormai stiamo tornando a quei valori estremi, ha lasciato vittime, come del resto è avvenuto lo scorso anno. Ad essere colpiti anche i pescatori, la vicenda è paradossale. Spiega Fausto Gianella, consigliere di Fratelli d’Italia in Regione. "Ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto il via libera del governo per la pesca della cappalunga. La Regione ha preso in mano la pratica, vuole portarla avanti e per farlo ha chiesto il parere del parco del Delta, è un passaggio necessario. Certo. Ma questo parere stiamo aspettando, dopo un primo sollecito mandato dalla Regione nei giorni scorsi. La pesca del cannolicchio è ossigeno per un comparto, eppure ancora una volta siamo legati ai tempi del parco. Ed intanto vediamo come finisce questa risorsa". Mentre i pescatori aspettano il via libera c’è chi banchetta. I gabbiani certo, ma anche i pescatori di frodo. Un rito che va in scena quando è l’alba, caccia ai cannolicchi lungo le spiagge. Attività per niente legale che portano avanti comitive, quasi una festa, ed anche gruppi di stranieri. Nei retini di famiglie e bande organizzate che li rivendono nel mercato clandestino. Vittime della mancanza d’ossigeno e dei granchi blu. Un grande banchetto appunto. Dal quale sono esclusi i pescatori che non possono raccoglierli. "Così nei nostri ristoranti – spiega il presidente di una cooperativa ittica –, sui mercati arrivano cannolicchi da Inghilterra e Spagna. E noi siamo costretti ad assistere alla moria sulle spiagge". Lo strumento in grado di pescarli c’è. Si tratta di un’idrorasca per le vongole alla quale sono state apportate alcune modifiche. Ma intanto i canolicchi continuano a morire. "Finalmente abbiamo il via libera da Roma alla pesca, la Regione sta procedendo nella stessa direzione e siamo ancora qui ad aspettare che il parco di pronunci. No, così non va. Ma non mi arrendo, continuerò a seguire tutto l’iter – promette Gianella –. Fino a quando non ci sarà il disco verde, una benedizione per un comparto, una risorsa che finalmente verrebbe utilizzata".








